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Archivio per la categoria ‘Contributi’

COUNSELING E LAVORO CORPOREO a cura di Luca Manghi

30 dicembre 2007

Chi è un counselor? Un professionista che aiuta a vedere più chiaramente e ad affrontare meglio i problemi che una persona si trova a vivere nel presente. Il counseling è un insieme di abilità, atteggiamenti e tecniche per aiutare una persona ad aiutarsi. Si parte dal presupposto che la persona abbia già in sé le risorse necessarie e durante la seduta ci si propone di creare le condizioni migliori per farle emergere. La seduta è in pratica un colloquio centrato sul cliente, in cui il counselor lo aiuta a relazionarsi meglio con gli altri e con le differenti parti di sè.
Il counseling non è psicoterapia e non va ad analizzare i vissuti passati del cliente o a ricercare nella sua infanzia le cause dei disagi odierni. L’attenzione è posta sul “come” piuttosto che sul “perchè” dei problemi relazionali che si incontrano (approccio fenomenologico).
Anche quando combiniamo al counseling il lavoro corporeo (trattamenti con il cliente che riceve disteso passivamente sul lettino da massaggio, ma anche in movimento attivo, in piedi) l’ottica rimane quella del counseling : il lavoro è impostato sulla base del bisogno specifico che il cliente esprime e limitando il numero degli incontri.
La durata del ciclo di incontri è molto variabile, ogni persona fa storia a se’, ma per problemi semplici si sono avuti risultati significativi già nell’arco di tre sedute, nella maggioranza dei casi limitando gli incontri ad un massimo di dieci.
La combinazione del trattamento corporeo con il counseling (colloquio verbale) risulta altamente efficace: il lavoro corporeo fa sì infatti che il cliente si riesca a SENTIRE più profondamente, facendo accedere alla coscienza nuove parti di sé, mentre il colloquio porta a comprendere davvero quello che è successo durante il trattamento corporeo e permette di integrarlo nella vita di tutti i giorni. Ci si riesce così ad appropriare della trasformazione che si è verificata quasi “da sè” durante il trattamento sul lettino cioè a sentire come “proprio” e radicato nei sensi e nel corpo il nuovo modo di sentire e di vivere gli eventi significativi che è scaturito dal lavoro somatico. Così operando si riesce ad accelerare molto il processo di cambiamento, riducendo il numero di sedute, evitando di parlare eccessivamente dei fatti della vita e soprattutto rifuggendo ogni tentazione di INTERPRETARLI ma vivendo le cose che EFFETTIVAMENTE AVVENGONO. Questo è reso possibile dal semplice fatto che le sentiamo nel corpo.

A chi può essere utile?

Il counseling combinato con il lavoro corporeo si rivolge a chi intende superare un disagio di tipo relazionale o esistenziale, a chi sente il bisogno di SENTIRE di più per poter meglio capire e quindi decidere come agire, a chi intende affrontare problemi corporei non limitandosi alla eliminazione del sintomo ma esplorandone anche gli aspetti posturali, emotivi e comportamentali.

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Cosa è il Coaching e chi è il Coach

30 novembre 2006

Coach: una parola attuale e molto spesso associata alla figura dell’allenatore sportivo al quale tuttavia il coach non corrisponde.
L’approccio di coaching risale a molto tempo fa, può essere ricondotto addirittura al metodo di discussione socratico (maieutica) che aveva come intenzione quella di accompagnare e motivare le persone tramite un viaggio di scoperta delle proprie caratteristiche e potenzialità.
Il metodo socratico usava la tecnica delle domande esplorative per condurre a poco a poco la persona alla conoscenza di sè. Il termine “coach” deriva dal Middle English “coche” che corrisponde al moderno inglese “wagon” (carro) o “carriage” (carrozza, vettura).
Un coach è in effetti un veicolo che trasporta una persona o un gruppo di persone da un luogo di partenza ad una meta desiderata.
Il coaching è un processo caratterizzato da una relazione efficace con una persona o con un gruppo e volto allo sviluppo delle potenzialità umane ed un modello relazionale rivolto alla persona o ad un gruppo di persone che intendono trasformare i loro obiettivi in risultati eccellenti.
Il coaching si concentra sul cambiamento generativo e sulle modalità per attuarlo, accende i riflettori sulla definizione degli obiettivi e sulle modalità per raggiungerli. Il cambiamento correttivo invece, si associa al counseling ed alla terapia.
Il coaching è orientato al risultato piuttosto che centrato sul problema, si differenzia perciò in modo radicale dagli approcci di “problem solving”. La prospettiva del coaching è tutta rivolta al futuro ed all’individuazione di funzionali strategie di pensiero e di azione, non cerca di risolvere o trovare le cause di conflitti e problemi nel passato. Il coaching riguarda il riconoscere cosa fare ed allo stesso tempo come fare per raggiungere una meta desiderata.
Il coach ha come obiettivo quello di far sì che il cliente “prenda la vita nelle sue mani”, diventi più consapevole, responsabile, indipendente e passi ad azioni concrete, misurabili ed osservabili. Il coach agisce perciò come un facilitatore, come un catalizzatore, un enzima, una sorta di moderno alchimista. Il coach non è direttivo, è neutrale ed adotta un basso livello di influenzamento. Il suo strumento principe di lavoro è la relazione efficace e generativa col cliente, punteggiata da domande potenti e di qualità e caratterizzata da un clima di fiducia.

Il coach professionale ha una preparazione universitaria ed una formazione specifica come coach. I suoi principi ispiratori sono: la creazione di relazioni basate sulla completa fiducia e sul rispetto dell’autonomia del coachee, il mantenimento del segreto professionale, la massima trasparenza e chiarezza riguardo a metodi e prestazioni e la volontarietà della partecipazione al percorso di coaching.

A chi si rivolge il coaching? A tutti coloro che vogliono nella vita privata e professionale:

• attraversare un profondo processo di apprendimento che produrrà nuovi comportamenti e capacità
• scoprire le proprie risorse e sviluppare le proprie potenzialità inespresse
• identificare in modo chiaro i propri obiettivi per trasformarli in risultati eccellenti
• espandere la propria capacità di compiere azioni efficaci e congruenti con i propri obiettivi
• venire aiutati ad individuare strategie di azione ed a metterle in atto attraverso un processo esplorativo molto energizzante
• trovare la motivazione necessaria ad agire

Come si svolge il coaching?

• attraverso incontri individuali di circa un’ora e mezza ciascuno (per un massimo di circa dieci incontri) indirizzati ad agire in direzione degli obiettivi identificati. La frequenza degli incontri è da stabilire in accordo col cliente

• ogni sessione di coaching prevede un piano d’azione da svolgere entro l’incontro successivo

• ad ogni incontro si verificano i risultati raggiunti. Al termine delle sessioni ogni persona sarà più consapevole dei propri punti deboli e delle proprie potenzialità ed avrà consolidato le proprie competenze, acquisito nuove abilità, aumentato l’efficacia delle proprie azioni anche attraverso una adeguata canalizzazione delle risorse energetiche

• è previsto un supporto telefonico o via e mail tra una sessione di coaching e l’altra (il supporto è personalizzabile a seconda delle esigenze dele cliente)

• il coach garantisce anche attraverso un contratto scritto, la massima riservatezza sul contenuto delle sessioni di coaching

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